Flipping

Questa parola, oscura per molti, è certamente quella più utilizzata nelle mie live quando si parla di compravendita, poiché imparare a fare flipping su FUT significa saper fare crediti sempre e comunque, liberi dal giogo degli eventi e da qualsivoglia volontà dell’EA.

Quella che vedete nell’immagine, ad esempio, è la mia classifica mensile di FIFA 21 al 04 gennaio 2021, ossia a circa 3 mesi dalle release della WebApp dello scorso capitolo di FIFA. Come ho mantenuto una media da oltre 5 milioni al mese? Dopo i primi 100.000 crediti (leggete la relativa guida), li ho appunto fatti con l’arte del flipping.

Per capire a fondo questa tecnica di compravendita occorre prima capire cosa la distingue dallo sniping: quest’ultimo prevede l’individuazione del prezzo minimo di una carta sul mercato per poi andare a tentare di acquistarla ad un prezzo ridotto a tal punto che la successiva vendita al prezzo minimo prima individuato ci permetterà di generare crediti con soddisfazione (esempio: una carta con un minimale di 10.000 crediti se sniperata a 8.500 e rivenduta a 9.900 ci avrà fatto guadagnare circa 900 crediti netti).

Il flipping invece prevede il medesimo acquisto ad un prezzo ridotto, indipendentemente se realizzato tramite asta o tramite sniping, per una successiva rivendita ad un prezzo invece maggiorato anche rispetto al minimo di mercato. E qui in genere la prima domanda che sorge spontanea è “chi diavolo dovrebbe comprare a prezzo maggiorato una carta che è disponibile sul mercato in buona quantità a meno?”. Abbiamo ben 2 frecce al nostro arco: I lazy buyers e le naturali oscillazioni del mercato. I lazy buyers, come dice il nome stesso, sono acquirenti troppo pigri per andare ad effettuare una ricerca dettagliata su di un giocatore e che si limiteranno ad acquistare il più economico dei giocatori comparsi come primi risultati della loro ricerca. Ciò significa che se il prezzo di una carta è 10.000 crediti e la nostra carta è piazzata a ben 12.000 crediti, se dovesse finire in mezzo ad un gruppo di carte in scadenza a prezzi superiori sarà venduta a prescindere dal fatto che sul mercato esistono centinaia di carte più economiche, questo perché in quel momento di acquisto da parte del lazy buyers quelle carte ai suoi occhi non esistono! Inoltre, come anticipato prima, il mercato stesso non è scolpito nel marmo bensì è mobile e le carte oscillano di prezzo molto spesso, e proprio queste fluttuazioni possono portare la nostra carta vicina al nuovo minimale e quindi abbastanza appetibile da essere acquistata.

Facendo un esempio pratico, se la carta prima citata con minimale da 10.000 crediti viene sniperata/astata a 8.500 crediti potrà essere messa in vendita a 12.000 crediti ed approfittare di un movimento di mercato o di un lazy buyers per essere venduta. In genere si tende ad acquistare ad una percentuale inferiore del prezzo di mercato, dal 5% al 20% solitamente (il 5% è il minimo accettato, che corrisponde alla tassa “pagata”), per poi mettere la carta in vendita alla medesima percentuale superiore, a volte anche rincarandola con l’aggiunta del prezzo della futura tassazione. Ovviamente queste sono solo percentuali di riferimento, anche perché poi occorre considerare il costo stesso della carta: sniperare una carta da 100.000 crediti al 20% in meno è certamente più insolito (eufemismo) che fare la medesima cosa con una carta da 1.000 crediti.